I fili di Chiharu Shiota, metafora della vita

Al MAO – Museo d’Arte Orientale di Torino – i fili rossi e neri di Chiharu Shiota si incrociano, si annodano, si allungano, si distendono intrecciando le emozioni. La retrospettiva The Soul Trembles, aperta fino al 28 giugno 2026, rappresenta la più ampia rassegna italiana dedicata all’artista giapponese.

La mostra torinese, curata da Mami Kataoka e Davide Quadrio, si sviluppa come un’unica installazione diffusa che abbraccia tutti i piani del museo, dialogando con le collezioni permanenti.

Shiota intreccia i suoi fili come una scrittura nell’aria, evocando il percorso di vita.

Come la vita delle persone i fili si intrecciano, si aggrovigliano, si spezzano, si annodano, si allungano. A volte, i fili che manipolano il cuore possono persino diventare espressione delle relazioni tra persone”, spiega l’artista in un video documentario visibile al termine del percorso espositivo.

La mostra accoglie i visitatori con i fili rossi di Uncertain Journey e di altre rappresentazioni, poi la monumentale Accumulation – Searching for the Destination, composta da centinaia di valigie oscillanti sospese da fili rossi formando una scala rappresentando, viene spiegato, “il viaggio come metafora dell’identità, dei ricordi e dei passaggi che scandiscono l’esistenza dell’artista e di ciascuno di noi”. Poi il rosso fa il posto al nero: In Silence un pianoforte bruciato imprigionato in una fitta rete di fili neri e Reflection of Space and Time, che riflette sulla presenza nell’assenza attraverso un abito e la sua immagine specchiata (in realtà sono 2 gli abiti che si vedono nella loro specificità solo da un angolo della stanza).

L’esperienza proposta da Shiota, viene indicato, è immersiva e meditativa. Nei rossi intensi risuona la simbologia della vita e delle relazioni, nei neri la dimensione universale e cosmica della memoria intorno le collezioni permanenti del MAO che diventano non solo cornice ma si integrano nella mostra. A questo link le infomrazioni sulla mostra.

Sotto il fotoracconto di Noberto Maccagno. Per vedere le immagini ingrandite, cliccate sulla prima e scorrete con la freccia a lato.

 

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L’Imoco Conegliano alza l’ottava Coppa Italia di volley

Non c’è storia, o meglio, la storia continua a scriverla lei, la Prosecco Doc Imoco Conegliano. Nella cornice di una Torino tornata capitale del volley per un weekend (12.800 gli spettatori della sola finale), le “Pantere” hanno conquistato la loro ottava Coppa Italia (la settima consecutiva), sconfiggendo la Savino Del Bene Scandicci per 3-0.

Un punteggio che, tuttavia, non deve trarre in inganno. Quella andata in scena domenica 25 gennaio è stata una battaglia di nervi e classe pura, durata oltre un’ora e mezza di gioco serratissimo, dove ogni set è terminato oltre il venticinquesimo punto.

La cronaca del match

Il primo parziale è stato un manifesto della pallavolo moderna: scambi infiniti e difese spettacolari. Scandicci, trascinata da una Ekaterina Antropova ispirata, ha cercato più volte l’allungo, ma la precisione di Gabi (premiata poi come MVP) e la potenza di Isabelle Haak hanno permesso a Conegliano di spuntarla per un incredibile 31-29.

Il copione non è cambiato nei set successivi. Nel secondo, la Savino Del Bene ha sprecato diverse occasioni per chiudere, subendo il ritorno prepotente delle venete sul 26-24. Nel terzo e ultimo atto, la tensione è salita alle stelle: Scandicci ha lottato su ogni pallone con Skinner e Bosetti, ma il muro di Cristina Chirichella sul finale ha sigillato il match sul 27-25, facendo esplodere i quasi 13.000 spettatori di Torino.

 

Sotto il fotoracconto delle partite di Noberto Maccagno, foto ad uso editoriale su IPA. Per vedere le immagini ingrandite, cliccate sulla prima e scorrete con la freccia a lato.

 

 

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Fiorella Mannoia e Danilo Rea, uno spettacolo per occhi ed orecchie

Il pianoforte di Danilo Rea, la voce di Fiorella Mannoia centinaia di candele nell’anfiteatro creato nella campagna cuneese per l’Anima Festival di Cervere (CN).

Luce Tour è uno spettacolo per occhi ed orecchie. Da una parte la voce di Fiorella Mannoia, che reinterpreta classici italiani e non solo oltre ai suoi successi, dall’altra il piano di Danilo Rea, uno dei musicisti jazz più apprezzati del nostro paese, intorno l’Anfiteatro dell’Anima, un’area pensata per la musica, immersa nella campagna, circondata dalle Alpi. A “sorvegliare” il palco, una grande maschera di sette metri, commissionata all’artista saluzzese Germana Eucalipto.

Sotto il fotoracconto di Norberto Maccagno. Per vedere le immagini ingrandite, cliccate sulla prima e scorrete con la freccia a lato.

 

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Una giornata alla Biennale Arte 2022 di Venezia

Sicuramente è l’esposizione Internazionale d’Arte più suggestiva al mondo dove le  installazioni gli spazi che le accolgono e l’ambiente urbano circostante sono parte integrante delle realizzazioni artistiche.

Curata da Cecilia Alemani,  la Mostra si articola  tra il Padiglione Centrale ai Giardini e l’Arsenale, include 213 artiste e artisti provenienti da 58 nazioni. Sono 26 le artiste e gli artisti italiani, 180 le prime partecipazioni nella Mostra Internazionale, 1433 le opere e gli oggetti esposti, 80 le nuove produzioni.

Il clou dell’ esposizione è stata la mostra “Il latte dei sogni”,  dal  titolo da un libro di favole di Leonora Carrington (1917-2011) artista surrealista, che descrive un mondo magico nel quale la vita viene costantemente reinventata attraverso il prisma dell’immaginazione e nel quale è concesso cambiare, trasformarsi, diventare altri da sé. Qui le installazioni  descrivono un viaggio immaginario attraverso le metamorfosi dei corpi e delle definizioni dell’umano.    

Numerose le mostre tematiche a corollario de  “il latte dei sogni” realizzate in svariati luoghi della città.

Gurda il fotoracconto di Davis Cussotto, per ingrandire le immagini clicca sulla prima e poi socrri con la freccia sul lato dell’immagine.

 

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Heritage Hub: aperto alle visite guidate il museo delle auto del Gruppo Fiat

Si chiama Heritage Hub lo spazio espositivo nato per celebrare e narrare la storia di grandi marchi automobilistici torinesi del Gruppo FIAT ora Gruppo Stellantis: Fiat, Lancia, Abarth, Alfa Romeo, Autobianchi, Jeep. La location è nello storico complesso industriale di Mirafiori a Torino (Porta 31 Via Plava, 80), lo spazio espositivo, utilizzato anche per presentazioni ed eventi, si estende su un’area di circa 15.000 mq all’interno del comprensorio di Mirafiori e ospita circa 250 vetture.

Al centro dello spazio espositivo figurano 64 vetture storiche, suddivise in 8 aree tematiche: Records and Races, le protagoniste che hanno trionfato sui principali circuiti; Concepts and Fuoriserie, vetture rarissime, e straordinari pezzi unici; Archistars, i modelli che hanno rivoluzionato l’architettura dell’automobile, pur rispettando i dogmi di produttività e funzionalità; Eco and Sustainable, che raccoglie le vetture che più si sono distinte nel rispetto dell’ambiente; Small and Safe, modelli che hanno saputo unire sicurezza e dimensioni contenute; Style Marks, vetture che hanno fatto la storia del design; Epic Journeys, automobili che si sono rese protagoniste di viaggi  indimenticabili; The Rally Era, le pietre miliari dell’epoca d’oro delle corse su strada e sterrato.

Sui due lati lunghi dell’edificio è invece esposto il resto della collezione, divisa per brand e ordinata con criterio cronologico crescente. Oltre alle vetture Fiat e Lancia sono in mostra esemplari selezionati dei marchi Alfa Romeo, Autobianchi e Jeep. Non mancano le particolarità, come l’area dedicata a 16 vetture storiche Fiat dell’Arma dei Carabinieri: dalla 600 Multipla alla Panda, passando per le 1100 e le Campagnola, la selezione copre un arco temporale di quasi mezzo secolo, evidenziando le profonde radici di una collaborazione che è tuttora saldamente attiva.

All’ingresso, una mostra permanente sulla storia di Mirafiori dal 1939 a oggi mentre al fondo la “area motori”, che ospita una selezione di oltre trenta tra i più importanti propulsori progettati e realizzati dai marchi italiani del Gruppo in oltre un secolo.

La visita è esclusivamente guidata e in lingua italiana o inglese, dura circa 2 ore ed accoglie gruppi di 30 persone massimo. A questo link tutte le informazioni per la visita.

Sotto il Fotoracconto della visita di Norberto Maccagno, per ingrandire le foto cliccate sulla prima e poi scorrete con e frecce.

 

 

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