In “Loop” sui treni che corrono sopra Chicago

Chicago, la terza città degli Stati Uniti dopo New York e Los Angeles, vive adagiata lungo le sponde del lago Michigan. I 9,5 milioni di abitanti dell’area metropolitana (Chicagoland), un terzo afroamericani, un terzo europei, 20% di ispanici e numerosi asiatici, sono in continuo movimento per le ampie arterie della metropoli. Completamente ricostruita dopo l’incendio del 1871 la città ha intrapreso un’innovativa impresa igegneristica che ha fatto nascere a fine 800 una delle più prestigiose scuole di urbanistica ed architettura del pianeta.

I frutti sono stati numerosi tra questi la creazione del “loop”, una rumorosa ferrovia di 3 km (che fa parte delle linee della metro) che corre su binari sopraelevati attraversando le vie della downtown formando un anello (mezzo miglio quadrato) e delimitando il business district circolando rettangolarmente intorno di Lake Street a nord, Wabash Avenue a est, Van Buren Street sud e Wells Street ovest.

 

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Immagini di vitalità per le vie di Tunisi

Una giovane Tunisi vive all’aperto, fino a tarda notte, nell’aria mite di una giornata di novembre. I caffè e i ristoranti da strada sono animati e chiassosi. Verso il tramonto, per una dozzina di minuti, i passeri tra i rami degli alberi di Avenue Bourghiba coprono ogni altro rumore con il loro intenso vociare. Il frastuono cessa improvvisamente, e dopo qualche istante il silenzio viene subito riempito dal brusio dei clienti dei bar intenti a sorseggiare caffè o the alla menta al termine della giornata di lavoro.

Nei suk della Medina così come nei negozi che espongono le merci all’aperto nel quartiere coloniale Francese sono spariti quasi completamente i turisti.

Alla rivoluzione del 14 gennaio 2011, mi racconta un taxista in perfetto italiano, sono seguiti momenti difficili . Gli attentati al museo del Bardo e alla spiaggia di Sousse, con la morte di numerosi turisti hanno cancellato il paese dalle rotte delle crociere contribuendo a mettere in ginocchio l’economia Tunisina.

Le foto che vedi le ho scattate con un Nikon 5500 con focale 28 mm . Ripresa con la tecnica del jib arm secondo Glenn Capers.

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