Napoli e la sua Metro “Art”

E’ vero, è difficile a Napoli imbattersi in una giornata di brutto tempo che vi “consigli” di trovare un posto al chiuso da visitare. In ogni caso tra i luoghi che dovete vedere assolutamente, mettete in programma anche le linee 1 e 6 della metropolitana partenopea.

Una visita dal costo contenuto, 1,10 euro (ovvero il costo del biglietto di viaggio) soprattutto se decidete di “visitare” la linea1: Garibaldi, Università, Municipio, Toledo, Dante, Museo, Materdei, Salvator Rosa, Quattro Giornate, Vanvitelli, Rione Alto le stazioni da visitare.  Se poi volete continuare per la linea 6 scendere a Mergellina, Lala, Augusto, Mostra.

Si accede ad in una stazione, si prende il biglietto e poi si scende ad ogni fermata e si gira per i corridoi si predono le scale mobili per vedere le istallazioni e le opere, circa 200, realizzate da più di novanta autori e da alcuni giovani architetti locali.

Finita la visita si risale sul treno per scendere alla fermata dopo.

I passaggi dei treni non sono frequentissimi, in certi orari può superare i 15 minuti ma in ogni fermata, le cose da vedere sono molte.

Sotto il nostro fotoracconto.

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AstiMusica 2018, un altro successo

Anche l’edizione numero 23 della rassegna AstiMusica ha segnato un successo di presenze. Una kermesse che è anche una festa per la cittadina piemontese visto che molti dei concerti erano ad ingresso gratuito.

L’evento organizzato dal Comune di Asti ed Asp e che vede come direttore artistico Massimo Cotto, quest’anno ha avuto la partnership con la Fondazione Matera-Basilicata 2019, suggellata proprio dai concerti di Krikka Reggae (che ha chiuso il festival) e Tarantolati di Tricarico (che l’ha aperto).

Sotto alcuni scatti dei concerti, sulla nostra pagina Facebook le “gallery” di singoli eventi.

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Trieste è tornata… nella serie A di basket

Dopo 14 anni Trieste torna nella massima serie del basket italiano e lo fa ai danni di una grande Junior Casale a cui non è bastato un campionato incredibile e dei paly-off altrettanto spettacolari.

Tre a zero il risultato della serie di questa finale che non rende merito al valore dei piemontesi ma premia la squadra di Coach Dalmasson che ha saputo giocare un ottimo basket, un basket fatto di difesa attenta e precisione da fuori. Una Alma Trieste che si dimostrata concreta, cinica e matura. Per la giovane Casale vista in questa stagione, l’appuntamento con la promozione è sicuramente solo rimandato.

Sotto il nostro fotoracconto di gara tre al PalaFerraris di Casale. Sulla notra pagina facebook altre immagini con i volti dei delusi e dei 500 triestini festanti.

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A 100 anni dalla nascita, Boston “mostra” JFK: persona e personaggio

La John F. Fitzgerald Presidential Library & Museum è un luogo da visitare se andate a Boston, per la vista sulla baia e la città, il parco, lo splendido edificio (progettato da Ming Pei) ed ovviamente per il museo. Fino al maggio 2018 un’ala del museo è dedicata la Centennal Exhibition intitolata“JFK at 100: Milestones and Mementos” che presenta una selezione di oggetti della collezione della JFK Library e segue la cronaca storica delle tappe della carriera e dell’amministrazione del Presidente Kennedy, unitamente agli eventi della sua vita personale e famigliare.

Il resto del museo racconta non solo la vita del politico e presidente JFK, e di sua moglie, ma fotografa il suo mondo quello della borghesia americana. Nel museo presenti molti reperti come la scrivania del fratello Robert, un pezzo del Muro di Berlino, la ricostruzione dello studio televisivo del confronto con Nixon, una navicella dell’Apollo. C’è anche molto della moglie Jacqueline: gli abiti, molte immagini e ricordi. Non manca la politica con filmati e documenti degli eventi che hanno segnato la presidenza Kennedy come la vicenda di Cuba.

Chi si aspetta, invece, di trovare materiale e documenti sull’assassinio resterà deluso, solo alcune foto in un corridoio tutto nero. Dalla primavera all’autunno nel parco antistante la baia anche la bellissima Victura, il suo piccolo yacht in legno a vela di 8 metri, costruito nel 1932, con il quale amava veleggiare.

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Festa azzurra per la prima di Sacchetti sulla panchina della Nazionale

Buona la prima, anche se la prima partita della Nazionale di Basket targata Sacchetti non entusiasma contro una modesta Romania. 75 a 70 il risultato finale.

Una festa del basket quella andata in scena al Pala Ruffini di Torino con un pubblico vestito di azzurro e con i baffi -in onore del nuovo Coach della nazionale Meo Sacchetti (torinese di adozione)- ma anche di giallo, a confermare come la comunità romena sia radicata ed integrata in Piemonte.

Una nazionale che ha alternato fasi di gioco interessanti con altre decisamente negative. Tra le attenuanti le assenze degli azzurri in NBA e quelli impegnati nelle coppe europee e sicuramente i pochi giorni che il neo Coach ha avuto per lavorare con i ragazzi. Comunque la vittoria è il risultato più importante per il cammino a Cina 2019.

Sotto il nostro fotoracconto (le foto sono di Norberto Maccagno)

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World Press Photo, a Torino in mostra il coraggio di documentare

La fotografia è tecnica ma anche riuscire ad essere pronto al momento giusto nel posto giusto. E Burhan Ozbilici , fotografo dalla Associated Press, il 19 dicembre 2016 si trova nel momento giusto al posto giusto: ad Ankara in una galleria d’arte mentre un poliziotto fuori servizio spara all’ambasciatore russo in Turchia, Andrey Karlov, che stava pronunciando un discorso di inaugurazione di un una mostra.
Ozbilici era li per incontrare un amico e nell’attesa scatta qualche foto all’ambasciatore proprio mentre l’attentatore decide di compiere il suo folle gesto.
Burhan Ozbilici ha raccontato quegli attimi durante la conferenza stampa di presentazione della mostra World Press Photo che sarà visibile fino al 26 novembre al Mastio della Cittadella di Torino.
La potenza dei suoi scatti mostrano la drammaticità dell’evento ma il suo sangue freddo, la scelta di documentare nonostante tutto, viene “certificato” dal video (trasmesso su di un monitor) di un operatore che seguiva l’intervento dell’ambasciatore che mostra Ozbilici mentre scatta a pochi passi dall’oratore, sullo sfondo l’attentatore che tira fuori la pistola e spara. Il cameramen non coglie lo sparo perché istintivamente si abbassa e la telecamera riprende il pavimento, Ozbilici continua invece a scattare. “Sarei morto pur di scattare quelle foto” ha ammesso durante la presentazione, “perché il giornalista deve documentare”. Non considera la sua foto una bella immagine ed ammette che ogni volta che la guarda prova dolore. E per ricordare che lui è prima di tutto un fotoreporter, durante il saluto delle autorità all’inaugurazione eccolo aggirarsi per la sala con la fotocamera in mano per portare a casa degli scatti.
La foto di Ozbilici è stata scelta dalla giuria del World Press Photo 2017 tra le 80 mila scattate da 5034 fotografi che hanno partecipato al concorso. A Torino sono in mostra le 150 immagini vincitrici nelle varie sezioni. Tra quelle esposte anche i lavori di quattro italiani: Antonio Gibotta, Francesco Comello, Alessio Romenzi e Giovanni Capriotti.

Sotto il nostro fotoracconto della mostra.

 

 

 

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Auxilium Fiat Torino cede al Darussafaka Istanbul

Prima sconfitta in 7Days EuroCup per la Auxilium Fiat Torino che cede al Darussafaka Istanbul incontro e primato della classifica.

Il punteggio 60 a 89 (forse) penalizza eccessivamente i piemontesi che, soprattutto nel secondo quarto, hanno dimostrato di riuscire (anche se a fatica) a tenere testa agli avversari. Un disastroso terzo quarto con soli 4 punti segnati a causa di una cattiva precisione al tiro, ha chiuso ogni possibilità di rimonta.

 

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Dopo 30 anni Torino torna nell’Europa del Basket

Ci sono voluti oltre 30 anni per rivedere una squadra torinese del basket impegnata in una competizione europea. E l’attesa non poteva che essere ripagata meglio, una partita bellissima quella contro l’Andorra, intensa mai chiusa da entrambe le squadre. Alla fine ha vinto, con merito, la Fiat Auxilium grazie ad una rimonta che ha infiammato il PalaRuffini non pieno come l’evento meritava. 92 a 86 il risultato finale per i piemontesi che dopo due partite guidano la classifica di EuroCup.

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Certe notti … ti capita di fotografare (da lontano) Liga

Raccontare un concerto attraverso le fotografie può sembrare un controsenso, visto che le immagini non hanno suono. Invece proprio gli scatti di un fotografo, forse perchè separate dalla musica, possono raccontare l’aspetto del concerto che chi vi ha partecipato non ha colto, perchè concentrato sulla musica, dal suo coinvolgimento, troppo lontano dal palco.
Un lavoro, quello del fotografo, che diventa quindi importante per dare un’altra visione dell’evento: fermando alcuni istanti, dei particolari, delle espressioni.

Era questo il nostro obiettivo quando abbiamo chiesto ed ottenuto l’accredito per la prima delle due tappe torinesi del tour di Ligabue.

Purtroppo l’organizzazione ci ha relegati con gli altri colleghi al fondo del PalaAlpitur ad almeno 100metri dalla band.

Peccato, avremmo voluto raccontarvi il vostro Liga come potevate vederlo se foste stati al suo fianco, invece ci è toccato trattarlo come una specie protetta, come quando l’appassionato di natura fotografa un picchio dall’interno di un capanno mimetico.
Comunque questo il nostro fotoracconto di un grande concerto.

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Negli USA l’amore per il basket non ha sesso

Ok, siamo a New York, a pochi passi da Time Square, in una assolata domenica pomeriggio di agosto. Ok, con 35 dollari (il costo del biglietto) puoi vedere una partita di basket e visitare il Madison Square Garden tempio dello sport e della musica mondiale. Ma vedere oltre 10 mila persone ad una partita di basket femminile, ti fa dimenticare tutte le attenuanti e dà una speranza a chi è abituato a vedere le nostre atlete relegate in palazzetti secondari (per essere buoni), spesso neppure pieni.

Il campionato è il WNBA e di fronte le New York Liberty contro le ragazze del Minnesota Lynx (prime in classifica), la squadra che ha chiamato la nostra Cecilia Zandalasini per farle giocare i play off.

Il clima è quello dell’NBA, della festa. Prima dell’incontro esibizioni di ogni genere ed anche lo spazio per una riflessione sulla violenza e sul rispetto delle donne e poi l’inno americano cantato dal vivo.
Sulle tribune si mangia, canta, balla e si tifa. Un tifo diverso dal nostro, “guidato” dal grande cubo sopra il campo dove scorrono le immagini della partita e che costantemente indica cosa fare: battere le mani, incitare alla difesa, urlare Let’s Go Liberty. Mentre la musica è continua, anche durante le fasi di gioco. Intanto gli spettatori ballano e si agitano per farsi riprendere e finire immortalati sul grande cubo: una festa che spesso distrae e ci si perde l’azione agonistica.

Il basket giocato è molto più simile al quello europeo di quanto sia quello dei maschietti a stelle e strisce rispetto ai “pari sesso” europei. La palla gira veloce per cercare lo scarico libero per il tiro da tre (non ricercato con esasperazione come nell’NBA) ma si cerca molto il pick and roll e la difesa è aggressiva, si raddoppia spesso, si taglia per trovare la giocatrice libera sotto canestro. Un bel vedere.

Il Madison Square Garden poi è un vero museo allo sport, nell’area introno all’arena, tra un ristorante ed uno shop, foto e bacheche con la storia dello sport americano ricordi dei tanti atleti ed artisti che si sono esibiti.

La partita finisce con la vittoria delle Liberty per 70 a 61, vittoria che garantisce con alcune giornate di anticipo alle padrone di casa l’accesso ai play off. Prima di uscire uno snack ed un salto al negozio della Liberty per una maglietta e poi fuori, perché il Garden deve cambiare faccia: il giorno dopo suona Billy Joel.

Si ringrazia Vincent Novicki e Dave Saffran.

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