A Berlino, passeggiando tra i blocchi per non dimenticare

2.711 blocchi di cemento rettangolari, di dimensione diversa, sistemati a griglia in modo da sembrare bare, che formano un labirinto i cui stretti corridoi dal fondo “ondulanto”, sono a simbolo della condizione degli ebrei durante il periodo raziale.

E’ il Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa, o memoriale dell’Olocausto, e come molti dei luoghi di ricordo a Berlino è sobrio, non retorico, dove la pesantezza del ricordo riesce ad essere anche leggera.

Il monumento si trova nel quartiere di Mitte (un tempo era la terra di nessuno tra i due lati del Muro) circondato da un parco, palazzi, ed a nord dall’ambasciata USA e poco più avanti la Porta di Brandeburgo ed il palazzo del Governo.

L’area, di circa 20 mila metri quadrati, è sempre aperta in modo che si possa vivere: unico limite (spesso disatteso) non salire sui blocchi. Sotto l’area un “Centro di documentazione” che raccoglie le storie e testimonianze delle famiglie vittime dell’Olocausto in Europa.

All’uscita, uno scritto di Primo Levi ammonisce ricordando che quanto è successo, può succedere di nuovo.

 

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Boca Vs River. La partita vissuta nel covo dei tifosi del Boca

Dopo i disordini avvenuti all’esterno dello stadio River Palte a Buenos Aires, la finale del più importante torneo del calcio sudamericano (la Copa Libertadores) tra River Plate e Boca Juniors, le due maggiori squadre di Buenos Aires, si è giocata in Spagna, a Madrid.

3 a 1 il risultato finale per il River Plate che si aggiudica il trofeo.

Stefano Scherma ha visto la partita in un bar “culto”, nel quartiere della Boca all’interno del “ribeira sul”, un prolungamento dello stadio “la bomboniera” in cui si radunano “xeneises”, i tifosi del Boca junior. Un bar in cui i frequentatori più che tifosi sono degli attivisti del tifo.

Sotto il fotoracconto delle emozioni e la delusione dei tifosi.

 

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Gli scontri di Parigi raccontati attraverso le immagini su Instagram

La rabbia dei Gilet gialli (circa 6 mila) manifestata il primo dicembre nel centro di Parigi è degenerata in scontri tra polizia e manifestanti, con (dicono) l’arrivo di 1500 “agitatori”.

110 feriti (14 tra le forze dell’ordine) e più di 200 fermati, auto distrutte, un palazzo incendiato è il primo bilancio di una giornata che ha devastato gli Champs Elysees, le strade intorno all’Arco di Trionfo, rue de Rivoli e Grands Boulevards.

Mai come in questi casi sono le fotografie che meglio delle parole riescono a raccontare l’accaduto, il clima, la tensione. Sotto alcune immagini da noi selezionate tra quelle postate su Instagram dai fotoreporter che hanno seguito gli eventi.

 

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Tokyo, al mercato del pesce che non c’è più

Tsukiji, il famoso mercato del pesce di Tokyo, si è appena trasferito abbandonando la sede che lo ha ospitato per più di 80 anni.
Al suo posto nascerà un parcheggio che servirà per le Olimpiadi.

In realtà il mercato da tempo non riusciva più ad essere funzionale e non poteva espandersi essendo nel centro cittadino.

Oltre ad essere un polo commerciale, 12,6 milioni di euro il fatturato giornaliero, a metà mattina il mercato si apriva ai turisti e tutta l’area, a poca distanza dal ricco quartiere di Ginza, diventava quasi impraticabile per il numero di persone che lo frequentavano ed affollavano le vie limitrofe piene di sushi bar, locali e negozi. I più temerari, nel cuore della notte, si mettevano in coda per assistere all’asta dei tonni che si svolgeva alle prime luci dell’alba.
Turisti che vagavano indisturbati tra le casse di pesci di ogni specie, forma e colore, ammassate a prima vista senza una logica, cercando di non farsi mettere sotto dai “cilindrici” carrellini elettrici.

La nuova sede si trova sull’isola artificiale di Toyosu, a circa tre chilometri e mezzo di distanza da quella storica: è più grande e meglio attrezzata, ma sembra aver meno fascino rispetto al vecchio mercato.

Per chi non l’avesse visto, o per ricordare la visita, il nostro fotoracconto al mercato del pesce che da qualche giorno non c’è più.

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Italian Open Water Tour, la gioia di faticare

C’è chi si fa aiutare a mettere la muta dalla compagna, chi durante il passaggio a terra nel primo giro della Hadr Swim dà un bacio alla moglie che lo aspetta al di la della transenna, chi porta la stampella per l’atleta con problemi di mobilità, ma non in acqua. L’Italian Open Water Tour è un circuito di competizioni in acqua dolce ed in mare. Ma il clima è quello della festa, sembra che gli alteti si conoscano tutti, e quelli che ancora non si conoscono dopo pochi minuti, ed un buon boccale di birra alla fine della fatica, diventano amici per la pelle. Certo la gara, certo la competizione ma il primo obiettivo è stare insieme, divertirsi, misurare i propri limiti.

Ogni tappa del Tour è strutturata su tre gare: Smile Swim (2500 mt a sui laghi mentre per quella in mare è un Miglio marino), Hard Swim (5000 mt) e Relax For 3 (staffetta ½ miglio marino x 3).

Oltre cinquecento partecipanti provenienti anche dall’estero, quello svoltosi a Noli (Sv), uno spettacolo di bracciate, cuffie, boette. Sotto il nostro fotoracconto, altre foto (scaricabili in alta risoluzione) con i tanti volti dell’evento su Fotox.it.

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Napoli e la sua Metro “Art”

E’ vero, è difficile a Napoli imbattersi in una giornata di brutto tempo che vi “consigli” di trovare un posto al chiuso da visitare. In ogni caso tra i luoghi che dovete vedere assolutamente, mettete in programma anche le linee 1 e 6 della metropolitana partenopea.

Una visita dal costo contenuto, 1,10 euro (ovvero il costo del biglietto di viaggio) soprattutto se decidete di “visitare” la linea1: Garibaldi, Università, Municipio, Toledo, Dante, Museo, Materdei, Salvator Rosa, Quattro Giornate, Vanvitelli, Rione Alto le stazioni da visitare.  Se poi volete continuare per la linea 6 scendere a Mergellina, Lala, Augusto, Mostra.

Si accede ad in una stazione, si prende il biglietto e poi si scende ad ogni fermata e si gira per i corridoi si predono le scale mobili per vedere le istallazioni e le opere, circa 200, realizzate da più di novanta autori e da alcuni giovani architetti locali.

Finita la visita si risale sul treno per scendere alla fermata dopo.

I passaggi dei treni non sono frequentissimi, in certi orari può superare i 15 minuti ma in ogni fermata, le cose da vedere sono molte.

Sotto il nostro fotoracconto.

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AstiMusica 2018, un altro successo

Anche l’edizione numero 23 della rassegna AstiMusica ha segnato un successo di presenze. Una kermesse che è anche una festa per la cittadina piemontese visto che molti dei concerti erano ad ingresso gratuito.

L’evento organizzato dal Comune di Asti ed Asp e che vede come direttore artistico Massimo Cotto, quest’anno ha avuto la partnership con la Fondazione Matera-Basilicata 2019, suggellata proprio dai concerti di Krikka Reggae (che ha chiuso il festival) e Tarantolati di Tricarico (che l’ha aperto).

Sotto alcuni scatti dei concerti, sulla nostra pagina Facebook le “gallery” di singoli eventi.

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Trieste è tornata… nella serie A di basket

Dopo 14 anni Trieste torna nella massima serie del basket italiano e lo fa ai danni di una grande Junior Casale a cui non è bastato un campionato incredibile e dei paly-off altrettanto spettacolari.

Tre a zero il risultato della serie di questa finale che non rende merito al valore dei piemontesi ma premia la squadra di Coach Dalmasson che ha saputo giocare un ottimo basket, un basket fatto di difesa attenta e precisione da fuori. Una Alma Trieste che si dimostrata concreta, cinica e matura. Per la giovane Casale vista in questa stagione, l’appuntamento con la promozione è sicuramente solo rimandato.

Sotto il nostro fotoracconto di gara tre al PalaFerraris di Casale. Sulla notra pagina facebook altre immagini con i volti dei delusi e dei 500 triestini festanti.

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A 100 anni dalla nascita, Boston “mostra” JFK: persona e personaggio

La John F. Fitzgerald Presidential Library & Museum è un luogo da visitare se andate a Boston, per la vista sulla baia e la città, il parco, lo splendido edificio (progettato da Ming Pei) ed ovviamente per il museo. Fino al maggio 2018 un’ala del museo è dedicata la Centennal Exhibition intitolata“JFK at 100: Milestones and Mementos” che presenta una selezione di oggetti della collezione della JFK Library e segue la cronaca storica delle tappe della carriera e dell’amministrazione del Presidente Kennedy, unitamente agli eventi della sua vita personale e famigliare.

Il resto del museo racconta non solo la vita del politico e presidente JFK, e di sua moglie, ma fotografa il suo mondo quello della borghesia americana. Nel museo presenti molti reperti come la scrivania del fratello Robert, un pezzo del Muro di Berlino, la ricostruzione dello studio televisivo del confronto con Nixon, una navicella dell’Apollo. C’è anche molto della moglie Jacqueline: gli abiti, molte immagini e ricordi. Non manca la politica con filmati e documenti degli eventi che hanno segnato la presidenza Kennedy come la vicenda di Cuba.

Chi si aspetta, invece, di trovare materiale e documenti sull’assassinio resterà deluso, solo alcune foto in un corridoio tutto nero. Dalla primavera all’autunno nel parco antistante la baia anche la bellissima Victura, il suo piccolo yacht in legno a vela di 8 metri, costruito nel 1932, con il quale amava veleggiare.

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Festa azzurra per la prima di Sacchetti sulla panchina della Nazionale

Buona la prima, anche se la prima partita della Nazionale di Basket targata Sacchetti non entusiasma contro una modesta Romania. 75 a 70 il risultato finale.

Una festa del basket quella andata in scena al Pala Ruffini di Torino con un pubblico vestito di azzurro e con i baffi -in onore del nuovo Coach della nazionale Meo Sacchetti (torinese di adozione)- ma anche di giallo, a confermare come la comunità romena sia radicata ed integrata in Piemonte.

Una nazionale che ha alternato fasi di gioco interessanti con altre decisamente negative. Tra le attenuanti le assenze degli azzurri in NBA e quelli impegnati nelle coppe europee e sicuramente i pochi giorni che il neo Coach ha avuto per lavorare con i ragazzi. Comunque la vittoria è il risultato più importante per il cammino a Cina 2019.

Sotto il nostro fotoracconto (le foto sono di Norberto Maccagno)

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