L’Olimpia Milano torna a vincere la Coppa Italia di Basket

La Final Eight di Coppa Italia 2026 si è conclusa all’Inalpi Arena di Torino con il successo dell’Olimpia Milano, che in finale ha superato la Bertram Derthona Tortona per 85-77, conquistando la nona Coppa Italia della propria storia e rompendo il tabù delle finali perse nelle due edizioni precedenti. La gara decisiva ha visto Milano partire con decisione, subire il ritorno degli avversari nella fase centrale e poi gestire con ordine l’ultimo quarto, fino alla vittoria finale davanti a un pubblico record per la manifestazione.

Nei quarti di finale, Brescia aveva superato Udine in un confronto serrato, mentre Milano aveva avuto la meglio su Trieste in una gara controllata sin dalle prime battute. Sul fronte opposto del tabellone, Tortona aveva eliminato Venezia, imponendosi con continuità nel corso dell’incontro, e la Virtus Bologna si era garantita la semifinale superando Napoli.

Le semifinali avevano poi delineato le due finaliste: Milano era arrivata all’atto conclusivo superando Brescia al termine di una sfida intensa, caratterizzata da ritmi alti e grande equilibrio, mentre Tortona aveva ottenuto l’accesso alla finale battendo la Virtus Bologna, confermando solidità e capacità di gestione nei momenti decisivi.

Sotto il fotoracconto delle quattro giornate con gli scatti di Norberto Maccagno. Foto ad uso editoriale su IPA. Per vedere le immagini ingrandite, cliccate sulla prima e scorrete con la freccia a lato.

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati
Share

I fili di Chiharu Shiota, metafora della vita

Al MAO – Museo d’Arte Orientale di Torino – i fili rossi e neri di Chiharu Shiota si incrociano, si annodano, si allungano, si distendono intrecciando le emozioni. La retrospettiva The Soul Trembles, aperta fino al 28 giugno 2026, rappresenta la più ampia rassegna italiana dedicata all’artista giapponese.

La mostra torinese, curata da Mami Kataoka e Davide Quadrio, si sviluppa come un’unica installazione diffusa che abbraccia tutti i piani del museo, dialogando con le collezioni permanenti.

Shiota intreccia i suoi fili come una scrittura nell’aria, evocando il percorso di vita.

Come la vita delle persone i fili si intrecciano, si aggrovigliano, si spezzano, si annodano, si allungano. A volte, i fili che manipolano il cuore possono persino diventare espressione delle relazioni tra persone”, spiega l’artista in un video documentario visibile al termine del percorso espositivo.

La mostra accoglie i visitatori con i fili rossi di Uncertain Journey e di altre rappresentazioni, poi la monumentale Accumulation – Searching for the Destination, composta da centinaia di valigie oscillanti sospese da fili rossi formando una scala rappresentando, viene spiegato, “il viaggio come metafora dell’identità, dei ricordi e dei passaggi che scandiscono l’esistenza dell’artista e di ciascuno di noi”. Poi il rosso fa il posto al nero: In Silence un pianoforte bruciato imprigionato in una fitta rete di fili neri e Reflection of Space and Time, che riflette sulla presenza nell’assenza attraverso un abito e la sua immagine specchiata (in realtà sono 2 gli abiti che si vedono nella loro specificità solo da un angolo della stanza).

L’esperienza proposta da Shiota, viene indicato, è immersiva e meditativa. Nei rossi intensi risuona la simbologia della vita e delle relazioni, nei neri la dimensione universale e cosmica della memoria intorno le collezioni permanenti del MAO che diventano non solo cornice ma si integrano nella mostra. A questo link le infomrazioni sulla mostra.

Sotto il fotoracconto di Noberto Maccagno. Per vedere le immagini ingrandite, cliccate sulla prima e scorrete con la freccia a lato.

 

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Share

L’Imoco Conegliano alza l’ottava Coppa Italia di volley

Non c’è storia, o meglio, la storia continua a scriverla lei, la Prosecco Doc Imoco Conegliano. Nella cornice di una Torino tornata capitale del volley per un weekend (12.800 gli spettatori della sola finale), le “Pantere” hanno conquistato la loro ottava Coppa Italia (la settima consecutiva), sconfiggendo la Savino Del Bene Scandicci per 3-0.

Un punteggio che, tuttavia, non deve trarre in inganno. Quella andata in scena domenica 25 gennaio è stata una battaglia di nervi e classe pura, durata oltre un’ora e mezza di gioco serratissimo, dove ogni set è terminato oltre il venticinquesimo punto.

La cronaca del match

Il primo parziale è stato un manifesto della pallavolo moderna: scambi infiniti e difese spettacolari. Scandicci, trascinata da una Ekaterina Antropova ispirata, ha cercato più volte l’allungo, ma la precisione di Gabi (premiata poi come MVP) e la potenza di Isabelle Haak hanno permesso a Conegliano di spuntarla per un incredibile 31-29.

Il copione non è cambiato nei set successivi. Nel secondo, la Savino Del Bene ha sprecato diverse occasioni per chiudere, subendo il ritorno prepotente delle venete sul 26-24. Nel terzo e ultimo atto, la tensione è salita alle stelle: Scandicci ha lottato su ogni pallone con Skinner e Bosetti, ma il muro di Cristina Chirichella sul finale ha sigillato il match sul 27-25, facendo esplodere i quasi 13.000 spettatori di Torino.

 

Sotto il fotoracconto delle partite di Noberto Maccagno, foto ad uso editoriale su IPA. Per vedere le immagini ingrandite, cliccate sulla prima e scorrete con la freccia a lato.

 

 

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati
Share