Palermo combatte la mafia ricordando e spiegando

Il Memoriale No Mafia di Palermo è un simbolo della lotta contro il crimine organizzato e la promozione della giustizia, della memoria e dell’impegno civico.
Il memoriale, un progetto dell’Associazione Memoriale No Mafia, è uno spazio che mira a educare il pubblico sulla storia della mafia e le coraggiose persone che hanno dedicato la loro vita a combatterla.
Il Memoriale No Mafia non è solo uno spazio fisico, ma anche un laboratorio di idee e azioni per la lotta contro il crimine organizzato in cui le persone possono venire a ricordare le vittime della violenza mafiosa, riflettere sull’impatto del crimine organizzato sulla società e imparare sulla storia della mafia e gli sforzi per combatterla.

Il memoriale è situato nel cuore di Palermo, nel centro storico della città, nell’ex Palazzo delle Poste, un edificio bellissimo che era una volta la sede dell’Ufficio Postale Italiano. L’edificio è stato confiscato dalla mafia ed è ora un simbolo dello stato determinato a combattere il crimine organizzato.

Ma non è l’uncico spazio a Palermo dedicato al ricordo attivo della lotta contro la mafia, un impegno che si trova sui muri ed in molti luoghi simbolo della città.

Sotto la visita al Memoriale No Mafia e qualche scatto in giro per Palermo di Norberto Maccagno. Per vedere le immagini ingrandite, cliccate sulla prima e scorrete con la freccia a lato.

 

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Harari/Italians: in mostra i volti che raccontano la loro storia

Guido Harari, celebre fotografo italiano, dopo gli appuntamenti di Ancona, Ferrara e Milano porta la sua straordinaria mostra fotografica “Harari/Italians” nella cittadina dove risiede, Alba (CN). Un progetto che celebra la cultura e la musica italiane attraverso ritratti iconici e profondi.

L’idea nasce dall’incontro di Harari con il giornalista Beppe Severgnini, che alla fine degli anni Novanta lanciava in RAI il programma “Italians, cioè italiani” dove intervistava trenta connazionali celebri in tutto il mondo

Harari, noto per la sua lunga carriera nel fotografare il mondo della musica e della cultura italiana, guida questa esposizione unica che cattura “l’anima di figure eccezionali che hanno modellato la memoria storica italiana”, trasformando ogni scatto in un’opera d’arte.

La mostra “Harari/Italians” (Alba, Fondazione Ferreo, fino al 26 maggio 2024, ingresso gratuito), si propone di riattivare una parte importante della storia culturale e umana italiana, esplorando i sogni e le storie di artisti, registi, intellettuali e personaggi di spicco della società italiana.

I visitatori potranno ammirare ritratti di registi, attori, politici e intellettuali italiani con uno sguardo che va oltre la superficie, rivelando l’anima e la personalità di ognuno. Oltre alle opere è possibile assistere alla proiezione (ogni ora) del documentario “Guido Harari.

Sotto il fotoracconto di Norberto Maccagno, Per vedere le immagini ingrandite, cliccate sulla prima e scorrete con la freccia a lato.

 

 

 

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Chieri volley regina d’Europa: la Coppa CEV è sua

Un Pala Gianni Asti gremito e festante ha fatto da cornice alla strepitosa vittoria della Reale Mutua Fenera Chieri ’76 nella finale di ritorno di Coppa CEV contro gli svizzeri del  Neuchâtel UC. Le biancoblù hanno dominato la scena, imponendosi con un netto 3-1 (25-18, 25-17, 22-25, 25-19).

Grazie al 0-3 della gara di andata, alle padrone di casa per conquistare la Coppa, sarebbero comunque bastati 2 set vinti per portare a casa il trofeo continentale.

La squadra di coach Giulio Cesare Bregoli era al primo anno di partecipazione in Coppa CEV, trofeo che per ordine di importanza è la seconda competizione europea di pallavolo per club.

Sotto il fotoracconto di Marco Magosso. Per vedere le immagini ingrandite, cliccate sulla prima e scorrete con la freccia a lato.

 

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Basket: Napoli scrive la storia conquistando la Coppa Italia 2024

Urla di gioia, cori e lacrime di felicità: la GeVi Napoli Basket è la nuova regina del basket italiano conquistato la Coppa Italia 2024, battendo in finale l’Armani Exchange Milano con un pirotecnico 77-72.

Cinque giorni di grande spettacolo all’Inalpi Arena di Torino, dove 45.631 spettatori hanno potuto vivere in diretta le emozioni della Final Eight. Sorprese, sfide epiche e un trionfo che rimarrà per sempre impresso nella storia del basket italiano.

Sorprese nei quarti: la Reyer Venezia Mestre si piega di fronte a Pistoia, mentre la Virtus Bologna cede il passo alla grinta della Pallacanestro Reggiana.

Semifinali da brivido: Milano domina Venezia, ma Napoli compie un’impresa contro Reggio Emilia conquistando l’ambita finale.

La finalissima: un vero e proprio thriller cestistico. Milano avanti nel primo tempo, Napoli che recupera e sorpassa nella ripresa. Il vantaggio vacilla, ma la Generazione Vincente non molla e con una tripla di Avramov a 1’30” dalla fine conquista la vittoria.

Sotto il fotoracconto di Norberto Maccagno. Foto ad uso editoriale su Live Media Sport a questo link.
Per vedere le immagini ingrandite, cliccate sulla prima e scorrete con la freccia a lato.

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All you need is…“click”. Fotografando i Beatles

I Beatles sono ancora la band di maggior successo nella storia della musica e hanno plasmato la cultura pop come nessun altro. A questo fenomeno hanno contribuito i fotografi che hanno immortalato ogni istante della decennale storia della band. Le loro immagini, riprodotte un miliardo di volte su copertine di dischi, copertine di periodici, poster, cartoline autografe, furono un carburante per la Beatlemania tanto importante quanto la musica stessa.

La mostra ‘All You Need Is Love’, conclusasi presso la galleria e Museo della Fotografia WestLicht a Vienna, mette in luce gli approcci più diversi con cui è stato alimentato il loro culto:  dal reportage mai mostrato prima di Peter Brüchmann del tour tedesco ‘Bravo Blitz’ del 1966 ai poster di pop art psichedelici di Richard Avedon fino agli outtakes del leggendario servizio di copertina di Abbey Road.

Ma il viaggio fotografico nel tempo rivela anche le metamorfosi esterne e interne dei Fab Four.

Mentre Max Scheler, per la rivista Stern, con il suo viaggio a Liverpool alle origini della loro fama, ha scattato fotografie quasi familiari, la crescente estraneità tra John, Paul, George e Ringo è palpabile per la prima volta nei ritratti molto personali di Linda McCartney del 1967 ed anni successivi.

Completata da immagini dell’unico soggiorno dei Beatles in Austria, riviste originali e rare copertine di LP, la mostra permette di vivere il fascino dei Beatles che rimane ininterrotto fino ad oggi.

Guarda il fotoracconto di Stefano Cipriani, per ingrandire le immagini clicca sulla prima e scorri con la freccia laterale.

 

 

 

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